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Progetto Archivi di fattoria

 
La storia del territorio è anche storia del paesaggio, in particolare del paesaggio umano, cioè della terra trasformata dal lavoro dell’uomo attraverso i secoli: le tecniche di lavoro, le differenti coltivazioni, le bonifiche, il diverso modo di abitarla e di viverla.
 
Questi aspetti sono riflessi negli archivi delle fattorie. Per molti secoli, fino alla rivoluzione industriale, la base della ricchezza è stata rappresentata dall’agricoltura. Fondi relativi al possesso e allo sfruttamento della terra sono contenuti in quasi tutti gli archivi di famiglia. Ma esistono anche fondi documentari conservati presso le fattorie, che sono state centri autonomi anche nell’ambito di grandi tenute. Con il cambiare dell’agricoltura, le divisioni fondiarie, in pratica lo spezzettarsi delle grandi tenute e l’acquisizione dei poderi anche da parte di proprietari coltivatori, questi fondi archivistici sono diventati autonomi e sono stati per lungo tempo sconosciuti.
 
Abbastanza recentemente, come è avvenuto per gli archivi d’impresa, i proprietari si sono resi conto del valore aggiunto di possedere documentazione archivistica, di quanto poteva loro derivare in termini di immagine dal possedere carte relative al territorio, alla coltivazione, alla produzione. E anche qui si è cominciato a vedere sulle etichette dei vini l’anno di fondazione dell’azienda, o brevi note storiche su vitigni e tecniche.
 
Il Progetto Archivi di Fattoria, che la Soprintendenza ha avviato da un quindicennio, mira proprio a scoprire questi giacimenti documentari che sono stati solo raramente valorizzati dai proprietari (per esempio nell’ambito di realizzazioni agrituristiche), ma per lo più sono rimasti dimenticati nelle cantine o nei magazzini.
 
Sono state finora censiti gli archivi presenti nelle province di Grosseto, Siena, Firenze, mentre è in corso il censimento in quella di Arezzo. Si tratta di censimenti sommari, solo in qualche caso accompagnati da ricondizionamento delle carte, ma che hanno prodotto elenchi che hanno potuto servire di base per schede del SIUSA. E in qualche caso, fondi più cospicui sono stati fatti oggetto di provvedimenti di vincolo. Naturalmente non sempre si è potuto raggiungere tutto l’esistente, sia per indisponibilità o irreperibilità dei proprietari, sia per l’esiguità dei finanziamenti disponibili.
 
Prima dell’attuale situazione di stasi economica enti prestigiosi come l’Accademia dei Georgofili o il Consorzio del Chianti classico, avevano progettato l’approfondimento, mediante specifici progetti, dei dati disponibili.
 
Presentazione del progetto (File PDF 1.3 Mb)
 
 
Data di aggiornamento: settembre 2013